Mag 28

ISTHMOS/PASSAGGIO – Ca’Lozzio ODERZO 30 maggio – 18 luglio 2021

Ca’ Lozzio, in occasione della riapertura degli spazi espositivi, offre al proprio pubblico una mostra di grande qualità, che raccoglie testimonianze significative del percorso di ricerca di Franco Durante.
Giunto agli ottanta anni questo interessante maestro dell’arte contemporanea, raffinato e versatile, ritorna ad esporre a Piavon di Oderzo, proponendo una retrospettiva del suo lavoro, inevitabilmente incompleta ma di grande respiro, articolata per tecniche, materie, e contenuti diversi.

Per celebrare questo ri-incontro Franco Durante realizza una grande scultura che arricchisce la già preziosa collezione stabile, presente all’interno del Parco di Ca’ Lozzio. Accanto alle opere di Igne, Zavagno, Pasqual e di altri protagonisti dell’arte del Novecento, “Isthmos – Passaggio” di Franco Durante, rappresenta pienamente la cifra stilistica dell’intera sua produzione, che si è caratterizzata per la capacità di porre in dialogo, di creare ponti, passaggi, istmi tra dimensioni, luoghi, categorie solo apparentemente opposte e distanti:

  • la Terra e il Cielo (nella scultura in legno “il Miglio, ispirata al celebre progetto di Wright);
  • le polveri industriali di metallo e le terre naturali;
  • il pieno e il vuoto o le luci chiare e quelle buie (delle opere verticali, porte aperte alla complessità del Novecento);
  • i colori compatti e roventi dei monocromi neri, rossi e oro accanto ai vuoti aerei e leggeri dei turchesi e dei blu elettrici;
  • le linee rette, geometriche e incidenti in contrasto con quelle più morbide e sinuose delle architetture americane più note (il famoso museo Gugghenheim, solo per nominare il più emblematico tra gli altri).

Ogni ciclo di opere presenti in mostra è a sua volta un “isthmos”, un passaggio armonico di composizioni equilibrate, frutto di algoritmi studiati, di rapporti aurei che rendono ogni opera di Franco Durante un’occasione unica di bellezza e piacere.

Ispirati a forme geometriche regolari, a solidi immutabili su campo nero, emblematiche testimonianze dell’architettura plastica massiva, i quadri del primo decennio del Duemila accolgono i profondi silenzi, creano forme sovradimensionate, e mai concluse, come elementi chiave per fermare l’istante, per rendere immoto lo sguardo.

Le composizioni più recenti, grazie agli strumenti “impropri” della musica, trasformano in geometria gli scorci prospettici, in danza le fughe in–finite. Texture differenti esprimono un senso di vastità, rendono pulsante e viva la creazione artistica: qui il nero vellutato, là la materia grezza più ruvida, in primo piano il susseguirsi di linee taglienti, nel centro il
ricamo di alcuni materiali poveri, le fibre di cartone, la densità delle colle diluite nelle polveri di legno e di vetro.

Le nuove inesauribili ricerche di Franco Durante perdurano ed evolvono in progettualità che sconfinano nel design, nell’arte monumentale, nella progettazione di oggetti sacri e religiosi.

Nuove regole danno vita a composizioni più sintetiche ed essenziali.

La cultura del rigore di Franco Durante traduce i pochi elementi prescelti in mondi visivi la cui dimensione contemplativa mette continuamente in discussione la visione irripetibile del mondo.

Oggi l’artista rivela un’inquietudine di fondo che lo spinge a liberarsi dei significati formali apparenti, per lasciare all’osservatore nuovi spazi di riflessione.

È un modo di fare che rende le opere contemporanee più dense e liriche.

Con un semplice segno, con un filo diagonale teso sul nulla, Franco Durante apre squarci sull’universo che sollecitano pensieri inediti sulla propria rinnovata esistenza.

È forse in questa capacità che risiede gran parte del senso della produzione più recente, dove lo slancio verticale è definitivo e l’astrazione geometrica costituisce la grammatica più significativa e definitiva dell’artista.

Alessandra Santin, 2021